Facciata barocca della Cattedrale di Noto con le due torri e l'ampia scalinata.
La cattedrale di Noto — foto: TeKappa · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva nel sud-est della Sicilia per il mare scopre presto che la vera sorpresa sta nell'entroterra: città di pietra chiara, scalinate che salgono verso chiese dalle facciate mosse, palazzi con balconi sorretti da mascheroni. È il barocco del Val di Noto, e dalla campagna di Donnafugata alcune delle sue città più belle sono più vicine di quanto si pensi.

Perché qui è tutto barocco: il terremoto del 1693

L'11 gennaio 1693 un terremoto devastò gran parte della Sicilia sud-orientale. Interi centri furono rasi al suolo e nei decenni successivi vennero ricostruiti nello stile del tempo, con una libertà e un'unità che altrove non si trovano. Architetti e maestranze locali lavorarono la pietra calcarea degli Iblei, morbida da scolpire e calda di colore, e diedero vita a quello che oggi chiamiamo tardo barocco siciliano.

Non tutte le città scelsero la stessa strada. Alcune si ricostruirono sulle rovine, altre si spostarono. Ragusa fece entrambe le cose: una parte degli abitanti tornò sul vecchio sito, Ibla, un'altra fondò una città nuova sull'altopiano. Le due Ragusa rimasero comuni separati fino al 1926, e ancora oggi basta scendere le scalinate fra la parte alta e quella bassa per capire come sono nate.

Le otto città del sito UNESCO

Nel 2002 l'UNESCO ha iscritto nella lista del Patrimonio mondiale «Le città tardo barocche del Val di Noto». Sono otto:

  • Caltagirone
  • Militello in Val di Catania
  • Catania
  • Modica
  • Noto
  • Palazzolo Acreide
  • Ragusa
  • Scicli

Vederle tutte in una settimana si può, ma non ha molto senso: si finisce a passare le giornate in macchina. Meglio scegliere quelle vicine e dedicare a ognuna il tempo che merita, lasciando il resto per un altro viaggio.

Ragusa Ibla, Modica e Scicli: il triangolo a portata di mano

Ragusa Ibla è la prima tappa naturale: il Duomo di San Giorgio è a 18 km dalla villa, meno di mezz'ora di strada. La chiesa, progettata da Rosario Gagliardi e costruita a partire dal 1738, sta in cima a una scalinata scenografica che domina piazza Duomo; la cupola neoclassica fu completata nell'Ottocento. Da lì si scende a piedi verso il Giardino Ibleo, con il belvedere sulla valle dell'Irminio, passando accanto al Portale di San Giorgio, ciò che resta della chiesa gotica crollata nel terremoto.

Piazza Duomo di Ragusa Ibla con palazzi barocchi, tavolini all'aperto e la facciata di San Giorgio.
Il Duomo di San Giorgio a Ibla — foto: TeKappa · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Modica è a 28 km, circa 37 minuti. La città è divisa fra Modica Alta e Modica Bassa, e anche qui il Duomo di San Giorgio sta in cima a una lunga scalinata. In Modica Bassa la chiesa di San Pietro accoglie chi sale con le statue degli apostoli lungo i gradini. Fra una chiesa e l'altra c'è il tempo per assaggiare il cioccolato di Modica, lavorato a freddo, con i cristalli di zucchero che scricchiolano sotto i denti.

Scicli, a 37 km, è la più raccolta delle tre: sta in una conca fra tre valli, e la sua via Francesco Mormino Penna è una delle strade barocche più armoniose della Sicilia, con chiese e palazzi uno accanto all'altro. Poco lontano, Palazzo Beneventano mostra i mascheroni e le figure grottesche che sono il marchio di questa architettura. Per la vista migliore si sale verso la chiesa di San Matteo, sul colle che sovrasta il paese.

Noto, la gita lunga

Noto è a 70 km, circa un'ora e venti di auto. Dopo il terremoto la città non fu ricostruita dov'era, ma su un sito nuovo, e questo si vede: le strade sono diritte, le prospettive pensate, tutto è costruito con la stessa pietra dorata. La cattedrale in cima alla scalinata è la sua immagine più famosa, e il corso principale si percorre a piedi da un capo all'altro senza fretta. Conviene dedicarle un giorno intero, magari abbinandola al mare della costa sud-orientale, e tornare la sera per una cena in veranda con il fresco della campagna.

Consiglio pratico: il barocco rende di più con la luce radente. Nei mesi caldi visitate le città la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando la pietra si colora e le piazze sono meno assolate, e tenete le ore centrali per il riposo o per un tuffo. Nei centri storici le ZTL sono frequenti: parcheggiate fuori e salite a piedi.

Come organizzare le giornate

Un ritmo che funziona: un'uscita barocca a giorni alterni, intervallata da giornate di mare o di riposo. Ibla si presta anche a una visita serale, quando le facciate sono illuminate e la piazza si riempie. Modica e Scicli si possono unire in un'unica giornata, con il pranzo a metà strada. Noto merita un giorno a parte. Così, alla fine della vacanza, le città non si confondono l'una con l'altra, e ognuna resta nella memoria per quello che ha di suo.

Tre città barocche a meno di un'ora

Dalla villa si raggiungono Ibla, Modica e Scicli in giornata e si torna la sera a cena sotto il pergolato, con la campagna silenziosa intorno.