Veduta dall'alto di Ragusa Ibla adagiata sul colle, con la strada tornante nella vallata.
Ragusa Ibla vista dall'alto — foto: Clemensfranz · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ragusa è una città strana, nel senso migliore. Ha due centri storici, uno in alto sull'altopiano e uno più in basso, arroccato su un colle, e per capirla bisogna percorrerli tutti e due. Dalla villa il centro è a 16 km, meno di mezz'ora di strada in mezzo alla campagna. Qui sotto trovate il percorso che consigliamo a chi ci chiede come vedere Ibla in una giornata: si parte dall'alto e si scende, lasciando che il panorama si apra un po' alla volta.

Perché le città sono due

La spiegazione sta in una data: l'11 gennaio 1693 un terremoto distrusse gran parte del sud-est della Sicilia. Al momento della ricostruzione una parte degli abitanti scelse di rifare le case sul vecchio sito, l'attuale Ibla; un'altra fondò la città nuova sull'altopiano, Ragusa Superiore. Furono a lungo due comuni distinti, riuniti solo nel 1926; dall'anno dopo Ragusa è capoluogo di provincia. Camminando se ne vede ancora la traccia: la città alta ha strade dritte e larghe, Ibla ha vicoli stretti, scalinate e piazzette che seguono il colle.

Dalla Cattedrale alle scalinate

Il punto di partenza è Ragusa Superiore, dove si trova la Cattedrale di San Giovanni Battista, costruita nel Settecento dopo il terremoto e dedicata al patrono della città. Da qui si comincia a scendere verso Ibla lungo le scalinate che collegano i due centri. È il tratto più bello della giornata: a ogni svolta il colle di Ibla si mostra da un'angolazione diversa, con le cupole e i tetti ammassati uno sull'altro.

A metà discesa si incontra la chiesa di Santa Maria delle Scale, che prende il nome proprio dalla sua posizione lungo le scale. Fermatevi sul sagrato: è uno dei punti di vista più fotografati di Ragusa, e con ragione. Scendere è facile, ma ricordate che più tardi, per tornare alla macchina, bisognerà risalire, oppure organizzarsi diversamente.

Piazza Duomo e il Duomo di San Giorgio

Entrati a Ibla, si arriva in piazza Duomo, lunga e in leggera salita, chiusa dal Duomo di San Giorgio. La chiesa fu progettata da Rosario Gagliardi e costruita a partire dal 1738; la cupola neoclassica fu completata nell'Ottocento. La facciata, in cima a una scenografica scalinata, è il simbolo del barocco ragusano e fa parte del sito UNESCO delle città tardo barocche del Val di Noto. Prendetevi il tempo per guardarla da diversi punti della piazza, al mattino e poi di nuovo verso sera, quando la pietra cambia colore. I fan di Montalbano la riconosceranno: molte scene della serie sono state girate proprio qui.

Viale alberato del Giardino Ibleo con aiuole fiorite e campanile sullo sfondo.
Il Giardino Ibleo — foto: Panek · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Verso il Giardino Ibleo

Dalla piazza si prosegue per le vie di Ibla fino all'estremità del colle. Lungo la strada vale la sosta il Portale di San Giorgio, in stile gotico-catalano: è ciò che resta dell'antica chiesa distrutta dal terremoto, un frammento del mondo di prima del 1693 rimasto in piedi quasi per caso.

Poco oltre c'è il Giardino Ibleo, giardino pubblico della metà dell'Ottocento, con viali alberati, alcune chiese al suo interno e un belvedere affacciato sulla valle dell'Irminio. È il posto giusto per chiudere la passeggiata, all'ombra, prima di cercare un tavolo per pranzo o una granita. Da qui la vista si allarga sulla campagna iblea, la stessa che circonda la villa.

Consiglio pratico: buona parte di Ibla è pedonale e c'è una ZTL, quindi si parcheggia fuori e si entra a piedi. Se non volete risalire le scalinate a fine giornata, potete fare il percorso al contrario: parcheggiare vicino a Ibla, visitarla, e poi salire con calma verso Ragusa Superiore solo per la vista.

Quando andare

In estate Ibla si vive meglio la mattina presto o dopo le sei di sera, quando le scalinate non sono assolate e le piazze si riempiono di famiglie. Primavera e autunno sono le stagioni ideali per camminare senza fretta. Se volete vedere la città in festa, a fine maggio c'è la festa di San Giorgio e a fine agosto quella di San Giovanni Battista; in autunno, di solito a ottobre, il festival Ibla Buskers porta gli artisti di strada nei vicoli. Le date cambiano ogni anno: controllate sempre i canali ufficiali. Una sera a Ibla e poi il rientro in campagna, con il silenzio della veranda, è un buon modo per chiudere la giornata.

Ibla di giorno, la campagna di sera

Dalla villa a Ragusa Ibla ci vogliono meno di mezz'ora: si passa la giornata fra scalinate e piazze e si torna a dormire nel silenzio delle contrade.