Ci sono giorni in cui Ragusa Ibla smette di essere una cartolina e torna a essere un paese, con le famiglie in strada, le campane, i bambini sulle spalle dei padri. La festa di San Giorgio è uno di questi. Si tiene ogni anno a fine maggio, quando il caldo non è ancora quello dell'estate e le serate sono perfette per stare all'aperto fino a tardi.
Il santo di Ibla
San Giorgio è il patrono di Ibla, e il suo nome è ovunque: nel Duomo che domina la piazza, nel Portale gotico che resta dell'antica chiesa distrutta dal terremoto del 1693, nella devozione di chi è cresciuto fra queste scalinate. Dopo il terremoto la città si divise fra Ibla e Ragusa Superiore, e la vecchia rivalità fra le due parti si è espressa a lungo anche nella devozione ai rispettivi santi: San Giorgio in basso, San Giovanni Battista in alto. Oggi è una rivalità affettuosa, ma chi è di Ibla la festa di maggio la vive come una cosa di casa.
Il cuore della celebrazione è il simulacro del santo a cavallo, nell'atto di colpire il drago. Durante i giorni di festa la statua esce dal Duomo e viene portata in processione per le vie del quartiere, accompagnata dai fedeli, dalla banda e da una folla che cresce man mano che si fa sera.
Cosa succede in quei giorni
La festa si sviluppa in più giornate, con momenti religiosi e momenti di piazza. Il programma cambia da un'edizione all'altra, ma alcuni elementi tornano sempre:
- le celebrazioni nel Duomo di San Giorgio, con la chiesa addobbata;
- la processione del simulacro a cavallo lungo le strade di Ibla;
- le luminarie che accendono la piazza e i vicoli;
- i fuochi d'artificio, che per molti sono il momento più atteso.
Vedere la statua che scende la scalinata o attraversa le vie strette, con la gente che si stringe ai lati per farla passare, dà un'idea di Ibla che nessuna visita guidata può restituire.
Come organizzarsi: arrivo, parcheggio, abbigliamento
Dalla villa il Duomo di Ibla è a 18 km, circa mezz'ora in auto. Nei giorni di festa però il tempo di viaggio non è il problema: lo è il parcheggio. Ibla è in gran parte pedonale e ha una ZTL, e durante la festa le strade di accesso si riempiono presto. Conviene lasciare l'auto nei parcheggi fuori dal centro storico, anche se significa camminare un po' di più, oppure parcheggiare a Ragusa Superiore e scendere a piedi lungo le scalinate che passano da Santa Maria delle Scale: è una discesa bella, e il ritorno in salita si affronta con calma.
Scarpe comode sono indispensabili: basoli, gradini, salite. A fine maggio le serate possono rinfrescare, soprattutto dopo il tramonto, quindi una felpa leggera o uno scialle nello zaino non sono di troppo. Con i bambini piccoli meglio un marsupio che un passeggino, che fra la folla e le scale diventa più un ingombro che un aiuto.
Prima e dopo la festa
Se volete vedere il Duomo con calma, andateci in un altro giorno, magari la mattina: durante la festa la chiesa è piena e la piazza è tutta per le celebrazioni. Maggio è anche un buon mese per le escursioni al mare, con le spiagge ancora tranquille, e per il Castello di Donnafugata, che dalla villa è a pochi minuti di strada.
Per chi soggiorna a fine estate c'è un'altra occasione: la festa di San Giovanni Battista, patrono di Ragusa, che si celebra a Ragusa Superiore a fine agosto. Sono due feste diverse, e chi riesce a vederle entrambe capisce qualcosa in più della storia delle due Ragusa.
Date, orari della processione e dei fuochi cambiano ogni anno: prima di partire controllate il programma sui canali ufficiali del Comune di Ragusa e della parrocchia del Duomo di San Giorgio.
A fine maggio, la festa e poi il silenzio
Dopo i fuochi di Ibla, mezz'ora di strada e siete in campagna: una notte fresca, il cielo stellato sopra la veranda, il primo tuffo della stagione al mattino.