Fra le città barocche del ragusano, Scicli è quella che conquista di più chi non se l'aspettava. È più piccola di Ragusa e di Modica, sta in una conca dove si incontrano tre valli, e si gira quasi tutta a piedi. Dalla villa sono 37 km, poco meno di cinquanta minuti di strada: abbastanza per farne una gita di un giorno intero, con il vantaggio che il mare è a pochi minuti. Ecco come la organizzeremmo noi.
Arrivare e guardarla dall'alto
Scendendo verso Scicli, la prima cosa che si nota è la posizione. La città è raccolta nel fondo della conca, e le colline intorno, con le rocce chiare e le grotte scavate nei fianchi, le fanno da cornice. In alto, sul colle, si vede la chiesa di San Matteo, l'antica chiesa madre, isolata sopra i tetti. Conviene tenere a mente questa immagine: è il punto da cui, più tardi, capirete la forma della città.
Via Francesco Mormino Penna
La tappa principale è via Francesco Mormino Penna. È una strada relativamente breve, ma in pochi passi mette in fila chiese e palazzi barocchi, uno accanto all'altro, con facciate in pietra chiara che cambiano tono con la luce. Va percorsa lentamente, avanti e indietro, fermandosi davanti ai portali e ai balconi.
Lungo la via si trova anche il Palazzo del Municipio, che i fan del Commissario Montalbano conoscono come il commissariato di Vigàta. Anche chi non ha visto la serie noterà che la strada ha qualcosa di scenografico, come se fosse stata disegnata per essere guardata.
Palazzo Beneventano e la salita a San Matteo
A poca distanza dalla via principale c'è Palazzo Beneventano, famoso per i suoi mascheroni: volti grotteschi e figure scolpite che sporgono dalle mensole dei balconi. Sono il dettaglio più fotografato di Scicli, e vale la pena osservarli uno per uno, perché ognuno ha una sua espressione, a volte buffa, a volte inquietante. I bambini di solito si divertono a sceglierne uno preferito. Girando intorno al palazzo, poi, si scoprono altri dettagli scolpiti che dalla strada principale sfuggono.
Se avete voglia di camminare, salite verso San Matteo. La strada è in salita e al sole si fa sentire, ma dall'alto Scicli si vede per intero: i campanili, i tetti, le tre valli che si incontrano. È il modo migliore per capire come una città così piccola riesca ad avere tanto carattere.
Il pomeriggio al mare: Sampieri e Donnalucata
Il vantaggio di Scicli è che la costa è vicina. Due le mete più comode:
- Sampieri, con la sua lunga spiaggia di sabbia e, all'estremità, la Fornace Penna, ex fabbrica di laterizi dei primi del Novecento distrutta da un incendio nel 1924, la «Mannara» di Montalbano;
- Donnalucata, borgo di mare più raccolto, adatto a una passeggiata e a un bagno tranquillo.
Sulla via del ritorno si può passare anche da Modica, se non l'avete ancora vista, per un assaggio di cioccolato. In alternativa, restate sulla costa fino al tramonto: la luce radente sulla Fornace Penna è uno spettacolo che da solo ripaga la strada, e il rientro verso la villa si fa con il fresco della sera, attraversando l'altopiano fra i muretti a secco.
Quando vedere Scicli in festa
Scicli ha due appuntamenti che valgono un viaggio apposta. Ogni anno intorno al 19 marzo c'è la Cavalcata di San Giuseppe: la sera i cavalli sfilano per le vie con bardature coperte di fiori, fra i falò accesi nelle piazze. La domenica di Pasqua invece si festeggia l'Uomo Vivo, la «Gioia», con la statua del Cristo risorto portata di corsa fra la folla. Sono feste molto sentite dalla gente del posto: controllate il programma sui canali ufficiali prima di partire. In primavera, poi, la sera in campagna è ancora fresca, e rientrare alla villa dopo una giornata così, con il silenzio intorno, è un bel contrasto.
Scicli e il mare, poi la quiete della campagna
Dalla villa a Scicli ci vogliono meno di cinquanta minuti: una giornata fra barocco e spiaggia, e la sera si cena in veranda sotto il pergolato.