Molti ospiti arrivano qui con in testa le immagini del Commissario Montalbano. È comprensibile: la serie RAI, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri e in onda dal 1999, è stata girata in gran parte nella provincia di Ragusa. Vigàta e Montelusa non esistono sulla carta, sono città immaginarie costruite montando scorci di posti diversi. Ritrovarli è un gioco divertente, e per fortuna sono quasi tutti a portata di mezza giornata dalla villa. Ecco come li mettiamo in fila noi, in due giorni.
Primo giorno: il mare di Marinella
Si comincia dalla tappa più attesa, la casa del commissario. Nella fiction sta a «Marinella», nella realtà a Punta Secca, piccola frazione di Santa Croce Camerina a 16 km dalla villa, circa 26 minuti di strada. La casa è sulla spiaggia, accanto al faro, e si riconosce subito: la terrazza sul mare è quella delle nuotate all'alba e delle cene all'aperto. Il borgo è minuscolo, con una piazzetta affacciata sull'acqua, e mantiene ancora un'aria da paese di pescatori.
Visto che siete lì, fate due passi fino al Parco archeologico di Kaukana, poco distante: un insediamento tardo-romano e bizantino vicino al mare. Tornate poi verso il faro e sedetevi un momento sulla piazzetta: con un po' di immaginazione, sembra di aspettare che il commissario esca per la sua nuotata. Poi la spiaggia. Punta Secca ha la sua, e sulla stessa costa ci sono Marina di Ragusa e Punta Braccetto, se preferite spazi più ampi o qualche caletta.
Il pomeriggio: il castello di Balduccio Sinagra
Rientrando verso l'interno, fermatevi al Castello di Donnafugata, a soli 3 km dalla villa. Nella serie è la residenza del boss Balduccio Sinagra. Al di là della fiction, il castello vale la visita per le sale ottocentesche e per il parco con il labirinto in pietra. Controllate gli orari sul sito ufficiale del Comune di Ragusa: nel pomeriggio l'ultimo ingresso può essere presto.
Secondo giorno: Scicli e il commissariato di Vigàta
Il secondo giorno è dedicato alle città. Partite da Scicli, a 37 km, poco meno di cinquanta minuti. Qui c'è il luogo che i fan cercano più di tutti dopo la casa: il Palazzo del Municipio, che nella fiction è il commissariato di Vigàta. Lo si trova lungo via Francesco Mormino Penna, la strada barocca della città, fra chiese e palazzi che meritano da soli il viaggio. Alzate lo sguardo verso la chiesa di San Matteo, sul colle, per capire come la città si stringa fra le valli.
Scendendo verso la costa, a Sampieri c'è la Fornace Penna, una ex fabbrica di laterizi dei primi del Novecento distrutta da un incendio nel 1924. Il rudere in mattoni sul mare è la «Mannara» della serie ed è una delle immagini più forti di tutto il litorale, soprattutto al tramonto.
Modica e Ragusa Ibla per chiudere
Sulla via del ritorno si passa per Modica, a 28 km dalla villa, anche lei usata per diverse scene. Anche senza cercare un luogo preciso, vale la pena salire verso il Duomo di San Giorgio e assaggiare il cioccolato locale. L'ultima tappa è Ragusa Ibla: molte scene sono state girate in piazza Duomo, davanti al Duomo di San Giorgio. Arrivateci verso sera, quando la piazza si riempie e la facciata si illumina.
Qualche avvertenza per i fan
Alcune cose da sapere per non restare delusi:
- la casa di Punta Secca è un edificio privato: si guarda da fuori, senza disturbare;
- i luoghi della serie sono spesso composti da riprese in posti diversi, quindi non stupitevi se una piazza non combacia del tutto con il ricordo;
- d'estate Punta Secca è molto frequentata, meglio arrivare la mattina presto;
- se viaggiate fuori stagione, i borghi di mare sono più tranquilli e i luoghi si guardano con più calma.
Due giorni bastano per i luoghi principali, e la sera si torna in campagna. Una cena in veranda, dopo un'intera giornata fra le pagine di Camilleri, ha il suo perché.
Tra Marinella e Vigàta, una casa in campagna
Punta Secca e il castello di Donnafugata sono entrambi a breve distanza dalla villa: la base giusta per seguire le tracce del commissario.