Il ragusano si associa di solito all'estate: il mare, le spiagge lunghe, le serate all'aperto. Ma chi viene fuori stagione trova una provincia diversa, più tranquilla e per certi versi più vera. Le città barocche tornano a chi ci vive, la campagna iblea si fa verde, i ritmi rallentano. Qui sotto trovate cosa aspettarsi e come organizzare le giornate fra l'autunno e l'inizio della primavera.
Cosa cambia quando finisce l'estate
Il primo cambiamento è la folla, o meglio la sua assenza. Le piazze di Ragusa Ibla, Modica e Scicli, che d'estate si riempiono la sera, fuori stagione si attraversano senza fretta. Si parcheggia più facilmente, e le chiese e i musei si visitano con calma. In cambio, lungo la costa molte attività legate al turismo balneare riducono gli orari o chiudono per qualche mese: i paesi di mare restano abitati, ma più silenziosi.
Il clima è mite, con poche giornate davvero fredde. In autunno il mare resta spesso tiepido a lungo, e in ottobre non è raro fare ancora il bagno. Andando verso l'inverno compaiono le piogge e le giornate si accorciano. La piscina della villa è stagionale, quindi fuori stagione conviene pensare a una vacanza fatta di visite, passeggiate e buona tavola, più che di mare.
Le città barocche senza fretta
Fuori stagione il barocco del Val di Noto si gode meglio. Salire le scalinate che collegano Ragusa Superiore a Ibla, con la chiesa di Santa Maria delle Scale a metà strada, è piacevole anche nelle ore centrali della giornata. A Ibla si può arrivare fino al Duomo di San Giorgio e poi al Giardino Ibleo, per guardare la valle dell'Irminio dal belvedere.
A Modica ci si può dedicare al Duomo di San Giorgio in cima alla sua scalinata e alla casa natale di Salvatore Quasimodo, e il cioccolato lavorato a freddo è ancora più invitante quando fa fresco. A Scicli, la via Francesco Mormino Penna, senza la gente dell'estate, si legge come una galleria di facciate. Per queste giornate conviene partire presto, perché la luce dura meno.
La campagna, il castello e la cucina
La stagione fresca è quella giusta per scoprire la campagna iblea. Dopo le prime piogge i campi tornano verdi fra i muretti a secco, e le strade secondarie, con i carrubi, gli ulivi e le masserie, si percorrono volentieri anche a piedi o in bicicletta. Il Castello di Donnafugata è a pochi minuti d'auto: il parco, con il labirinto in pietra e gli alberi secolari, è piacevole quando non fa caldo. Orari e aperture possono cambiare nel corso dell'anno, quindi controllate sempre sul sito ufficiale del Comune di Ragusa prima di andare.
È anche il momento della tavola. Le scacce appena sfornate, i ravioli di ricotta con il sugo di maiale, i cavati, il Ragusano DOP stagionato: sono piatti che si apprezzano di più quando fuori fa fresco. Con il nuovo raccolto delle olive, in autunno, arriva anche l'olio nuovo, da assaggiare su una fetta di pane.
Le feste di fine inverno e di primavera
Fuori stagione non significa senza eventi. In autunno, di solito in ottobre, a Ragusa Ibla si tiene Ibla Buskers, il festival degli artisti di strada. Verso la fine dell'inverno arriva la Cavalcata di San Giuseppe a Scicli, ogni anno intorno al 19 marzo, con i cavalli bardati di fiori che sfilano la sera fra i falò. Poi la Pasqua, con il Vasa Vasa di Modica e l'Uomo Vivo di Scicli. Per tutte queste feste le date e i programmi variano: verificateli sui canali ufficiali prima di organizzare il viaggio.
La sera, dopo una giornata fra le città, la villa offre quello che serve a una vacanza lenta: la cucina attrezzata per preparare la cena con i prodotti comprati in giornata, le camere comode e la quiete della campagna tutto intorno, senza rumori se non quelli dei campi.
Una vacanza lenta nella campagna di Donnafugata
Fuori stagione la villa è una base tranquilla per il barocco e la campagna iblea: 24 minuti da Ragusa, 3 km dal castello.