La Pasqua nel ragusano è un momento speciale. Le città barocche si riempiono di gente del posto più che di turisti, la campagna è verde, il clima è mite, e la domenica di Pasqua due paesi vicini celebrano la Resurrezione con due riti che più diversi non potrebbero essere. A Modica la Vasa Vasa, un incontro atteso e commovente; a Scicli l'Uomo Vivo, una corsa gioiosa e travolgente.
La Vasa Vasa di Modica
Il nome in siciliano vuol dire più o meno «bacia bacia», e dice già molto. La domenica di Pasqua, a Modica, due statue vengono portate in processione per strade diverse: da una parte la Madonna, avvolta nel manto del lutto, dall'altra il Cristo risorto. Le due processioni si cercano per la città finché, in una piazza piena di gente, arriva il momento dell'incontro. La Madonna riconosce il figlio, il manto nero cade, e le due statue si avvicinano come in un abbraccio.
È un momento che si aspetta a lungo, con la folla in silenzio e poi l'applauso. Anche chi non è credente coglie la forza di un rito che la città ripete da generazioni, con i portatori che muovono le statue come fossero persone. Il consiglio è guardare anche il pubblico: le facce degli anziani, che quel momento lo hanno visto decine di volte, raccontano la festa quanto le statue.
L'Uomo Vivo di Scicli
A Scicli la stessa domenica ha tutt'altro ritmo. La statua del Cristo risorto, che gli sciclitani chiamano l'Uomo Vivo o semplicemente «Gioia», esce dalla chiesa e viene portata di corsa per le vie del paese, fra la folla che grida, applaude e le corre dietro. I portatori la fanno girare, la sollevano, la spingono avanti e indietro, e la gente si stringe intorno in un'onda continua.
È una festa fisica, rumorosa, piena di energia, che dura a lungo e attraversa il centro barocco. Più che guardarla, la si vive: impossibile restare fermi a lato. Nelle ore della festa le vie barocche, di solito silenziose, si riempiono di voci, e le facciate delle chiese fanno da quinta a una corsa che sembra non finire mai.
Quale scegliere, e come organizzarsi
I due riti si svolgono lo stesso giorno, e vederli bene entrambi è difficile. Dalla villa Modica è a 28 km, circa 37 minuti; Scicli a 37 km, circa 47 minuti. Le due città sono vicine fra loro, ma nella domenica di Pasqua il traffico e la ricerca del parcheggio allungano tutto. Il consiglio è sceglierne uno e viverlo con calma:
- la Vasa Vasa è per chi cerca l'emozione di un momento preciso, da aspettare nel punto giusto;
- l'Uomo Vivo è per chi vuole stare in mezzo alla festa e lasciarsi portare dalla folla.
In entrambi i casi valgono le stesse regole: partire presto, lasciare l'auto fuori dal centro storico e proseguire a piedi, indossare scarpe comode e abiti a strati, perché ad aprile le mattine possono essere fresche e il sole di mezzogiorno già caldo. Con i bambini piccoli, all'Uomo Vivo è meglio stare ai margini: la folla che segue la statua si muove all'improvviso.
Cosa si mangia a Pasqua
La Pasqua iblea ha anche i suoi sapori. Il più tipico sono le 'mpanate, focacce chiuse ripiene di agnello, preparate in casa nei giorni di festa. Nelle panetterie si trovano anche le scacce, la sfoglia di pane ripiegata a strati e farcita con pomodoro e caciocavallo o con ricotta e cipolla. A Modica, naturalmente, non può mancare il cioccolato lavorato a freddo, con i cristalli di zucchero che restano visibili. Se tornate alla villa con qualche 'mpanata, il pranzo di Pasquetta sotto il pergolato è già organizzato, con la campagna fiorita tutta intorno.
Programmi e orari della Vasa Vasa e dell'Uomo Vivo cambiano ogni anno: controllateli sui canali ufficiali dei Comuni di Modica e di Scicli e delle rispettive pro loco.
Pasqua fra Modica, Scicli e la campagna
Due città in festa a meno di un'ora, e al ritorno una casa in campagna dove preparare con calma il pranzo di Pasquetta.