Quando si pensa al vino siciliano vengono in mente l'Etna o il marsalese. Eppure l'unica DOCG dell'isola nasce qui, nella parte occidentale della provincia di Ragusa, intorno a Vittoria: è il Cerasuolo di Vittoria. Vittoria è a 18 km dalla villa, poco più di venti minuti di strada, e la campagna fra le due cambia volto man mano che si scende verso la piana: meno muretti a secco e masserie, più vigne e serre. Ecco quello che serve sapere per bere bene e scegliere con un po' di consapevolezza.
Due uve per un solo vino
Il Cerasuolo di Vittoria è un rosso che nasce dall'unione di due uve: il Nero d'Avola e il Frappato. Il Nero d'Avola è il vitigno rosso più conosciuto della Sicilia e porta al vino colore, corpo e struttura. Il Frappato è più delicato, profumato, con note di frutti rossi e di fiori. Insieme danno un vino dal colore vivo e dal sapore fresco, che non stanca e che si abbina a molti piatti.
Il nome richiama la cerasa, la ciliegia in siciliano: un riferimento al colore e ai profumi di frutta rossa che si sentono nel bicchiere. Non aspettatevi un rosso pesante da invecchiamento lungo: il Cerasuolo è apprezzato soprattutto per l'equilibrio fra frutto e freschezza, anche se alcune etichette reggono bene qualche anno in bottiglia.
Il Vittoria DOC e il Frappato in purezza
Accanto alla DOCG c'è il Vittoria DOC, che comprende diverse tipologie. Fra queste la più interessante per chi viene da fuori è il Frappato in purezza: un rosso leggero, profumato, che molti servono leggermente fresco. D'estate, con il caldo del ragusano, è spesso la scelta più piacevole a tavola, anche con il pesce. Chi preferisce vini più strutturati può cercare invece il Nero d'Avola vinificato da solo.
Un modo semplice per capire la zona è assaggiare uno accanto all'altro un Frappato, un Nero d'Avola e un Cerasuolo: si capisce subito cosa porta ciascuna uva e perché qui si sia scelto di unirle.
Cosa mettere nel bicchiere con la cucina iblea
La cucina del ragusano è ricca, e il Cerasuolo le sta bene accanto. Con i ravioli di ricotta al sugo di maiale funziona perché la sua freschezza pulisce la bocca dopo un piatto sostanzioso. Con le scacce al pomodoro e caciocavallo è un abbinamento da tutti i giorni, così come con i salumi e il Ragusano DOP più giovane. Per un Ragusano stagionato, più deciso, meglio un rosso di maggiore struttura.
E poi c'è il carrubo, l'albero che segna la campagna iblea: la provincia di Ragusa è una delle principali zone di coltivazione in Italia. Dalle carrube si ricavano creme, dolci e liquori, che spesso chiudono il pasto al posto del vino. Vale la pena assaggiarli almeno una volta, magari insieme a un pezzo di cioccolato di Modica.
Visitare le cantine: come organizzarsi
Nella zona di Vittoria e nei dintorni ci sono cantine di dimensioni molto diverse, da quelle storiche alle piccole aziende familiari. Molte ricevono solo su prenotazione, e le visite con degustazione vanno concordate prima. Non presentatevi al cancello sperando di trovare qualcuno: scrivete o telefonate qualche giorno prima, e chiedete se la visita comprende la vigna, la cantina o solo l'assaggio.
La stagione cambia anche il paesaggio delle vigne. In primavera le viti si rivestono di foglie nuove, d'estate il grappolo matura sotto un sole forte, e fra la fine dell'estate e l'autunno arriva il periodo della vendemmia, quando le cantine sono più indaffarate: in quelle settimane conviene prenotare con ancora più anticipo. In inverno le vigne sono spoglie, ma le degustazioni al chiuso restano possibili dove previste.
Dopo una mattinata fra i filari, dalla villa si torna in tempo per un tuffo in piscina nella stagione in cui è aperta, e la bottiglia comprata in cantina trova il suo posto sul tavolo della veranda, all'ora in cui la luce si abbassa sui campi.
Fra le vigne di Vittoria e la campagna di Donnafugata
Vittoria è a una ventina di minuti dalla villa: una mattina in cantina e la sera in veranda, davanti agli ulivi e ai carrubi.