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Ragusa Ibla

La Ragusa antica, ricostruita dopo il terremoto del 1693 sul suo sperone di roccia: il Duomo di San Giorgio, il Giardino Ibleo, i vicoli da girare a piedi.

18 km · 28 min da A Valata di Donnafugata
Veduta dall'alto di Ragusa Ibla adagiata sul colle, con la strada tornante nella vallata.
Ibla sul suo sperone — foto: Clemensfranz · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ragusa Ibla è a diciotto chilometri dalla villa, meno di mezz'ora di strada che dalla campagna sale verso l'altopiano. È la parte antica di Ragusa, raccolta su uno sperone di roccia fra due valli, e si scopre dall'alto prima ancora di entrarci: le case color miele, i campanili, la cupola del Duomo. Si va volentieri nel tardo pomeriggio, quando la pietra si scalda di luce, e si rientra in villa per cenare in veranda. Una sola visita basta per un'idea; due, magari in stagioni diverse, fanno capire perché chi ci viene una volta poi ci torna.

Per capire Ibla bisogna partire dall'11 gennaio 1693, quando il terremoto distrusse gran parte del Val di Noto. Una parte della popolazione ricostruì sul vecchio sito, un'altra fondò la città nuova sull'altopiano, Ragusa Superiore: furono due comuni distinti fino al 1926. Dalla ricostruzione nacque il tardo barocco siciliano, e dal 2002 Ragusa è una delle otto città del Val di Noto riconosciute dall'UNESCO. Le altre sono Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide e Scicli: tutte raggiungibili in giornata, alcune a meno di un'ora dalla villa.

Piazza Duomo di Ragusa Ibla con palazzi barocchi, tavolini all'aperto e la facciata di San Giorgio.
Il Duomo di San Giorgio — foto: TeKappa · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il cuore è piazza Duomo, in salita, con il Duomo di San Giorgio in cima alla sua scalinata scenografica. Lo progettò Rosario Gagliardi e la costruzione cominciò nel 1738; la cupola neoclassica fu completata nell'Ottocento. La piazza la conoscono anche i fan di Montalbano, perché molte scene della serie sono state girate qui. Intorno, chiese, palazzi nobiliari e vicoli si esplorano senza fretta. Il bello di Ibla è proprio questo: girare un angolo e trovarsi davanti un portale scolpito, un balcone barocco, una scalinata che scende verso la valle.

In fondo al paese c'è il Giardino Ibleo, giardino pubblico della metà dell'Ottocento con viali, chiese e un belvedere sulla valle dell'Irminio: il posto giusto per una pausa all'ombra. Poco lontano resta il Portale di San Giorgio, gotico-catalano, ultimo frammento della chiesa antica distrutta dal terremoto. È una delle immagini più forti della città: una porta rimasta in piedi da sola, a ricordare com'era Ibla prima del 1693. Vale la pena fermarsi qualche minuto a guardarlo con calma.

Viale alberato del Giardino Ibleo con aiuole fiorite e campanile sullo sfondo.
Il Giardino Ibleo — foto: Panek · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi ha gambe buone può salire a piedi verso Ragusa Superiore lungo le scale che collegano le due città, passando dalla chiesa di Santa Maria delle Scale, da cui si ha una delle viste più belle su Ibla. In alto c'è la Cattedrale di San Giovanni Battista, del Settecento. Ibla è pedonale in buona parte e ha una ZTL: l'auto si lascia fuori, nei parcheggi ai margini del centro storico. Da lì si prosegue a piedi, ed è il modo migliore per viverla davvero, con i tempi lenti che la città chiede.

Scalinata in pietra che sale verso la chiesa di Santa Maria delle Scale e il suo campanile.
Le scale verso Santa Maria delle Scale — foto: A.Destefa · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Consigli pratici

  • Ibla ha una ZTL: lasciate l'auto nei parcheggi fuori dal centro storico e proseguite a piedi.
  • Scarpe comode: fra scalinate e vicoli in salita si cammina parecchio.
  • Il tardo pomeriggio è il momento migliore per la luce e per il fresco, soprattutto d'estate.
  • Per le feste di San Giorgio (fine maggio) e di San Giovanni (fine agosto) verificate il programma sui canali ufficiali.
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