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Castello di Donnafugata

La dimora dei baroni Arezzo è la vicina di casa della villa: una loggia gotico-veneziana, oltre cento stanze e un parco con il labirinto in pietra.

3 km · 6 min da A Valata di Donnafugata
Facciata del Castello di Donnafugata con la loggia gotico-veneziana ad archi e la merlatura.
La loggia sulla facciata — foto: Mboesch · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Dalla villa al Castello di Donnafugata ci sono tre chilometri di strada di campagna, sei minuti in auto: è la meta più vicina e anche quella che dà il nome alla zona. Nelle giornate limpide le sue torri si scorgono dalla veranda, oltre i muretti a secco e i carrubi. Si può andare al mattino presto, quando il parco è ancora fresco, e rientrare per pranzo; oppure dedicargli il pomeriggio e tornare per un tuffo in piscina prima di cena. Non serve programmare molto: è una visita che si adatta al ritmo della giornata.

L'aspetto che vediamo oggi si deve al barone Corrado Arezzo de Spuches (1824-1895), senatore del Regno, che nella seconda metà dell'Ottocento trasformò un edificio più antico in una grande residenza di campagna in stile eclettico. Il segno più riconoscibile è la loggia in stile gotico-veneziano che corre sulla facciata, sorprendente in mezzo agli ulivi della campagna iblea. Le stanze sono più di cento, e una parte si visita: saloni, appartamenti, arredi e decorazioni che raccontano la vita di una famiglia nobile siciliana di fine Ottocento.

Muri in pietra a secco del labirinto nel parco del castello, tra pini e alberi.
Il labirinto del parco — foto: Mboesch · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Dal 1982 il castello appartiene al Comune di Ragusa. Al suo interno c'è il Museo del Costume, con la collezione Arezzo di Trifiletti: abiti e accessori che si guardano volentieri anche senza essere appassionati di moda. Chi segue Il commissario Montalbano riconoscerà gli ambienti: nella serie il castello è la villa del boss Balduccio Sinagra. Il romanzo Il Gattopardo, invece, qui non c'entra: la sua Donnafugata è un luogo letterario ispirato ad altri posti. Il castello, insomma, ha una storia sua, e non ha bisogno di prenderne in prestito altre per valere la visita.

Il parco merita almeno quanto le sale. Fra alberi secolari si incontrano un tempietto, grotte artificiali, una Coffee House e soprattutto il labirinto in pietra, con i corridoi delimitati da muri a secco: lo stesso materiale dei muretti che disegnano i campi intorno alla villa, usato qui per gioco. I bambini lo adorano, e perdersi davvero per qualche minuto fa parte del divertimento. Portate acqua e un cappello: d'estate il sole si fa sentire anche all'ombra. Fra un viale e l'altro, le panchine all'ombra degli alberi sono il posto giusto per una sosta prima di tornare verso l'uscita.

Tempietto neoclassico con colonne e balaustra nel parco del Castello di Donnafugata.
Il tempietto nel parco del castello — foto: Tailduck · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sul nome circolano due spiegazioni. La leggenda popolare parla di una «donna fuggita», la regina Bianca di Navarra in fuga dal conte Cabrera. La derivazione più accreditata, però, è dall'arabo Ayn as-Jafat, «fonte della salute», diventato in siciliano Ronnafuata. Orari di apertura e biglietti cambiano con le stagioni: prima di partire conviene controllarli sul sito ufficiale del Comune di Ragusa. Noi vi consigliamo di arrivare con calma e lasciare un'ora abbondante per il parco, senza guardare l'orologio. Chi ha tempo può tornarci in un'altra stagione: in primavera e in autunno il parco cambia colori, e la luce morbida del pomeriggio rende la loggia ancora più bella.

Muretto a secco in pietra bianca davanti a un prato verde con carrubi e ulivi al tramonto.
La campagna intorno al castello — foto: Antonio.scribano · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Consigli pratici

  • È a sei minuti dalla villa: si può andare anche solo per il parco, in una mattina senza mare.
  • Controllate orari e biglietti sul sito ufficiale del Comune di Ragusa, perché cambiano con la stagione.
  • Nei mesi caldi visitate il parco nelle ore più fresche e portate acqua e cappello.
  • Il labirinto è il momento preferito dei bambini: tenete d'occhio i più piccoli fra i muri alti.
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